venerdì 1 aprile 2016

GILBERT BECAUD



 

 _GILBERT BECAUD_

L’amico Mike Zonno, che ringrazio assai, mi ha inviato questo invito che giro volentieri alle lettrici e ai lettori del blog. Per i più giovani allego un paio di link dove potrete apprezzare la straordinari musicalità di Gilbert Becaud. Vale la pena anche leggersi la sua bibliografia in fine messaggio. I tre musicisti baresi che si esibiranno sono jazzman di altissima qualità. Buon ascolto franz falanga

https://youtu.be/TW6QiI7hHGA
1987 Gilbert Becaud / Et maintenant


https://youtu.be/KamOG_hQPEI
Gilbert Becaud / L’important c’est la rose

 

Sono lieto di invitarti mercoledì 6 Aprile alle ore 18,30 presso Casa GIANNINI per la presentazione del nostro ultimo lavoro musicale.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.  

                                          Un cordiale saluto by Mike Zonno

Gilbert Bécaudpseudonimo di François Gilbert Silly  è stato uno strordinario  cantante e compositore francese della seconda metà del secolo scorso. Fu soprannominato Monsieur 100.000 volt per la sua grande energia sulla scena e per le sue oltre 400 canzoni.Nato a Tolone, iniziò a studiare pianoforte sin da giovanissimo al Conservatorio di Nizza che dovette lasciare per unirsi alla Resistenza francese nel 1942. Dal 1948 al 1950 stabilì un sodalizio artistico con Marie Bizet e Maurice Vidalin iniziando la sua attività di compositore e contribuendo al notevole successo del trio.Durante una tournée come pianista di Jacques Pills conobbe Edith Piaf, moglie di Pills, scrivendo per lei alcune canzoni.Sotto la spinta di quest’ultima debutto’  sulla scena come cantante  divenendo così uno dei più brillanti personaggi del panorama artistico francese. Nel 1960 vinse il Gran Prix du Disque, importante riconoscimento artistico francese e nel 1961  incise Et maintenant che fu uno dei più grandi successi della storia discografica francese e interpretato tra gli altri, da Frank Sinatra e Judy Garland nella versione tradotta in inglese di What now my love. Negli anni '70 si dedicò alle sue tournée e alla composizione di musiche per il cinema continuando a lavorare come autore per Neil Diamond(September morn)Pierre Grosz e Julian More (con quest'ultimo scrisse il musical Roza che andò in scena a Broadway). Nel 1974 fu nominato Cavaliere della Legione d'onore. Morì nel 2001, all'età di 74 anni a Parigi, dove viveva in una casa galleggiante sulla Senna; il suo corpo riposa al cimitero Père Lachaise della capitale francese.

giovedì 31 marzo 2016

ELEONORA DEL GROSSO MUSICISTA



Vi presento la musicista Eleonora Del Grosso. franz falanga

Immaginando di fare cosa gradita Vi allego le informazioni relative al prossimo concerto pianistico che la sottoscritta terrà a Silea (TV) la sera di venerdì 15 aprile 2016, alle ore 21, presso la Sala Carlo Tamai in via Roma 81
a SILEA (TV). L'ingresso è libero. Prenotazione non necessaria.  Un caro saluto,

ELEONORA DEL GROSSO
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info@soundreams.it / www.soundreams.it / 3477164071

 

 

mercoledì 30 marzo 2016

SERVIZIO PUBBLICO ??!!??


 SERVZIO PUBBLICO ??!!??

Ma mi faccia il piacere! diceva Totò. In Italia ci sono centinaia di giovani scrittrici e giovani scrittoi valenti ed interessanti, sono il sangue fresco della letteratura italiana. Alla televisione pubblica, altrimenti conosciuta come servizio pubblico, non li degnano di una riga, di una citazione. Non c’è una trasmissione dedicata alle nuove generazioni di scrittrici e di scrittori a pagarla a peso di platino.

Giornalisti e giornaliste televisive invadono il teleschermo a tutte le ore su tutti i programmi, promuovendo fino alla sfinimento  i loro libri, per non parlare poi della pubblicità bisettimanale continua fatta da una notissima trasmissione, sempre del servizio pubblico. Ormai la frase “servizio pubblico” è soltanto un guscio vuoto. I personaggi che lavorano in queste strutture si fanno tranquillamente i cazzi loro, strafottendosene di quello che accade fuori dai cancelli di viale Mazzini. Due sono i nuovi generi musicali nuovi, si fa per dire, il jazz e il rock. Il jazz ha bisogno di essere conosciuto storicamente e di essere ascoltato in religioso silenzio per capire ogni sfumatura. Il rock no. Quali sono le trasmissioni musicali che invadono le TV? Provate ad indovinare.

E pensare che tantissimi anni fa c’erano fior di spettacoli teatrali, intelligenti  trasmissioni  alla radio e alla televisione per i bambini.   Pensate che Giorgio Albertazzi leggeva settimanalmente bellissime novelle!

Adesso teatro e grande cinema sono scomparsi, salvo qualche commedia di Eduardo De Filippo che però viene trasmessa alle tre di notte.

Non c’è più nulla da fare,  l’ordine è stato eseguito alla perfezione, alla lettera: “E’ assolutamente proibito  mettere la gente in condizioni di pensare con la propria testa. La parola d’ordine nelle  televisioni pubbliche e private è: “Alè! Dai!  Rincoglioniamoli tutti poi potremo fare quel cazzo che vogliamo! Tanto non capirebbero una mazza!” franz falanga 

lunedì 28 marzo 2016

BARI RACCONTATA



­_BARI RACCONTATA_

Vi segnalo un interessantissimo video sulla storia della Città. In questo caso sto parlando di Bari negli anni fra il 1930 e il 1940. Ringrazio assai per la segnalazione l’amico musicista jazz Mike Zonno. Qualche rapida informazione sulla nascita, crescita, formazione e cultura di questa straordinaria città. Forse mi ripeterò ma certe cose vanno ripetute. E’ più antica di Roma. Ha quattromila anni, risale all’età del bronzo. In quattromila anni noi baresi  ne abbiamo viste di tutti i colori: è stata invasa dai romani, dai saraceni, dai normanni, dagli svevi, dagli angioini, dagli aragonesi, dai borboni. Forse ho commesso qualche dimenticanza e qualche sequenza storica, ma ci siamo capiti.

I Borboni, nei primi anni del 1800, fecero costruire un borgo fuori le mura del centro antico di Bari, che venne chiamato Borgo Murattiano, da Gioacchino Murat Vicerè delle Due Sicilie. La nascita di questo borgo ha prodotto, caso molto raro, l’esistenza di ben due centri storici, l’antico e l’ottocentesco. Va detto che questo borgo ottocentesco è la prima New Town europea.

A proposito del centro antico, vi invio un link nel quale potrete conoscere la magnifica ricetta  della cucina popolare barese: “La tiella (tegame)  di riso patate e cozze”. Buona visione e buon appetito. franz falanga

      

http://www.newsdc.info/video/bari-anni-30-in-tutta-la-sua-antichit-116082/
Immagini di Bari negli anni 30 / 40 del secolo scorso

https://youtu.be/nJGL4m5znH8
Bari / Tiella  (tegame) di riso patate e cozze

domenica 27 marzo 2016

UNA SCICCHERIA


_UNA SCICCHERIA­_

Vi segnalo un compositore che, fino a qualche giorno fa colpevolmente non conoscevo. Sto parlando di Tarquinio Merula nato a Busseto il 1595 e morto nell’anno  1665.  Bach nascerà vent’anni dopo la sua morte, nel 1685. Vi prego di notare le armonie, il ritmo molto swingato e e la dinamica, specialmente nel secondo link. Sarebbe piaciuto molto  a John Coltrane. Buon ascolto! franz falanga

https://youtu.be/nmXnApYXKeU
Tarquinio Merula / Ciaccona
https://youtu.be/hXD_wdM-agQ
Tarquinio Merula / Ballo detto Pollicio

giovedì 24 marzo 2016

UN GIGANTE DEL JAZZ


UN GIGANTE DEL JAZZ


Sto parlando di Sonny Rollins, uno dei padri fondatori dell’Hardbop. Godetevi questa sua interpretazione di un mitico brano dell’altrettanto mitico Duke Ellington. Mi interessa molto farvi leggere una dichiarazione che Sonny Rollins dette durante la sua vita da jazzman. La ritengo esemplare. Eccola qui:

“Le radici dell’America affondano nella cultura dei neri; tante espressioni colloquiali, certo humour, e la musica. Quanta ironia nel fatto che il nero, che più di chiunque altro può rivendicare la cultura americana come sua, sia perseguitato e represso, e che il nero che con la sua stessa vita ha mostrato doti di umanità sia ricompensato con l’inumanità”. franz falanga

https://youtu.be/gActLqZZX68
Sonny Rollins / It Don’t Mean A Thing

martedì 22 marzo 2016

ARCHITETTURA E MUSICA



 

ARCHITETTURA E MUSICA

 

Ed ora permettetemi di raccontarvi una cosa che mi è parsa di grande interesse, sia nel campo dell’architettura che in quello musicale. Come alcuni di voi sapranno, è da diversi decenni che piloto un mio studio sulle invarianti nell’architettura. Non sto qui a tediarvi raccontandovele ma ho degli esempi musicali molto interessanti che vi permetteranno di entrare tranquillamente   nell’argomento.  Il primo link già lo conoscete, ve l’ho inviato qualche giorno fa, il secondo che conoscerete certamente, è il primo movimento della Sinfonia numero 5 di Beethoven.

Ma torniamo all’architettura. L’ottava invariante da me individuata, così recita: “nel linguaggio dell’architettura, indipendentemente dal periodo temporale, studiare come è stato risolto strutturalmente e/o formalmente, o come si può risolvere, il caso in cui due materiali diversi siano in contatto fra loro, avendo stessa direzione e verso differente.”

Qualche mese fa l’architetto  Massimo De Faveri che attualmente lavora in Australia, alle dodici invarianti attualmente individuate ha aggiunto una sua tredicesima che così recita:

“nel linguaggio dell’architettura, indipendentemente dal periodo temporale, studiare come è stato risolto strutturalmente e/o formalmente, o come si può risolvere, il caso in cui due materiali con texture diverse siano in contatto fra loro, avendo stessa direzione e verso differente”.

 

Questo il fatto.

Queste le mie considerazioni:

Sono arciconvinto che momenti invarianti siano certamente presenti anche nei fenomeni creativi altri dall’architettura, chessò musica, cinematografia, letteratura, scultura, pittura, design, eccetera. Se ascoltiamo sia Morricone che Beethoven ci accorgeremmo che i due brani sono ambedue formati da una lunga sequenza della piccola frase iniziale che, pur restando sempre la stessa, ha texture musicali, armoniche e di impasto sempre differenti. Sono molto contento per questa mia considerazione che non avrei potuto assolutamente fare senza l’individuazione della tredicesima invariante in architettura fatta dall’ottimo amico architetto Massimo De Faveri. franz falanga   

 


https://youtu.be/_4IRMYuE1hI
Primo Movimento quinta sinfonia
Ludwig van Beethoven

 

lunedì 21 marzo 2016

ANCORA SU JELLY ROLL MORTON



ANCORA SU _JELLY ROLL MORTON_

Nel link che qui sotto ascolterete, c’è un esemplare ed emblematico brano suonato da Jelly Roll che ha utilizzato il giro armonico (o “Anatole”) del blues. Il blues da sempre è  formato da dodici battute, delle quali la quarta è sempre l’accordo di settima della tonalità fondamentale. Ascoltate con piacevolissima attenzione questo  perfetto esempio di blues. 

https://www.youtube.com/watch?v=4n20U8hWHSE
Jelly Roll Morton / Esitation Blues

Nel secondo link invece  troverete un brano straordinario del film “La leggenda del pianista sull’Oceano”, preso dal magnifico libro di  Baricco. In questa scena assisterete ad un duello musicale fra Jelly Roll Morton e Novecento. E’ un duello immaginato, che però si basa su veri duelli esistiti nell’età dell’oro del Jazz. In questo brano del film, Jelly Roll Morton avendo avuto sentore di un gran pianista che suonava su una nave senza mai scendere a terra, va a sfidarlo. Il fatto vero è che Jelly Roll aveva veramente un diamante incastonato sui denti per apparire meglio e più alle sue battone.

https://www.youtube.com/watch?v=wLSJulxXMSc
Duello fra Jelly Roll e Novecento dal film  “La leggenda del pianista sull’oceano”

In fine vi aggiungo altri due link che sono emblematici della classe infinita e del gran talento che ha caratterizzato due grandissimi musicisti contemporanei

Ennio Morricone e  Leonard Bernstein  

Nel link di Morricone ascolterete un brano della colonna sonora del film “La leggenda del pianista sull’oceano”.  Mi raccomando l’incredibile finale di pianoforte!


 Subito dopo il link di Bernstein.

https://youtu.be/Wg8eKWrRbcs
Leonard Bernstein / Lezione di musica

 Questi due grandi maestri della musica contemporanea sono stati secondo me in primi ad aver  avuto una visione totale della grande musica. Parlo  della musica classica, della musica jazz e delle altre musiche. Questi due grandi artisti hanno finalmente e definitivamente cancellato le catalogazioni dei vari generi musicali e dei conseguenti steccati. Hanno soltanto “parlato” grande musica. Ricordarsi che non è importante quello che si suona, ma “come” si suona.  franz falanga

domenica 20 marzo 2016

UNO DEI PADRI DEL JAZZ


_UNO DEI PADRI DEL JAZZ_

Sto parlando di Ferdinand Joseph LaMothe, meglio conosciuto come Jelly Roll Morton. E’ vissuto per una cinquantina d’anni, i suoi nonni erano stati “deportati” come schiavi in America dai soliti civilissimi e cattolicissimi bianchi di origine europea, per il solo fatto di essere di pelle nera.

 

Personaggio satanico, entrava ed usciva di galera, gran gestore di bordelli, Jelly Roll vuol dire Tubo di Gelatina perchè era notissimo come instancabile amatore delle ospiti dei suoi bordelli.

 

Ma, quando si sedeva al pianoforte, diventava un padreterno e inventava armonie, melodie, ritmi, arrangiamenti di rara bellezza. Vi allego qui sotto tre link molto interessanti. 

https://youtu.be/Vio-TjMi5_s
1926 / Jelly Roll Morton Dr. Jazz
Notare la nota tenuta dell’assolo del clarinetto mentre sotto Jelly Roll Morton al pianoforte fa il basso continuo di bachiana memoria.


https://youtu.be/O1XtZntLFxs
Jelly Roll Morton  / Wolverine Blues


https://youtu.be/73YjMg8Y15A
Compilation di Jelly Roll Morton


Questa musica meravigliosa era nata in un’etnia stuprata e vilipesa, I musicisti jazz erano ovviamente consci di quali e quanti tipi di orrendo razzismo pesassero sulle loro spalle.


Thomas Fat’s Waller era uno splendido pianista afroamericano. Tutto il pubblico dei bianchi presenti ai suoi concerti, vedendolo grassoccio sempre sorridente e con gli occhi che strabuzzava, erano convintissimi che fosse un clown della tastiera. Non era così. Fat’s Waller è stato uno dei musicisti afroamericani più bravo e capace di prendere per il culo in maniera così plateale i “carissimi” bianchi.


https://youtu.be/UAlkSdrO1DY
Thomas Fat’s Waller  / Honeysuckle Rose


franz falanga

  

sabato 19 marzo 2016

STEFANO BOLLANI



STEFANO BOLLANI

Ritengo Stefano Bollani uno dei più grandi pianisti jazz esistenti . Vi allego qui tre link emblematici. Personalmente ho apprezzato molto l’esecuzione del primo brano di Scott Joplin, nel quale Bollani ha conservato il più possibile le fragranze originali. Buon ascolto! franz falanga   

https://youtu.be/SjbjcrO3t1U
Stefano Bollani / Maple Leaf Rag di Scott Joplin


https://youtu.be/iGVe5Yu8YwU Stefanpo Bollani / Omaggio a Mozart / Stefano Bollani


https://youtu.be/rGJHJQoa82s
Chick Korea & Stefano Bollani / Duet Umbria Jazz 2009